Indice del forum Forum Milano Santa Giulia - Rogoredo Montecity
Forum di discussione sul nuovo quartiere Milano Santa Giulia (ex Rogoredo Montecity)
 
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Inviato: Gio Mag 24, 2018 3:27 am    Oggetto: Ads

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luca75
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MessaggioInviato: Lun Ott 23, 2017 11:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

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Andare a Rogoredo per vedere come procede il piano periferie

Santa Giulia, Sky, il (buon) lavoro di Maran per coinvolgere i privati, l’edilizia sociale. Le idee dell’opposizione

di Daniele Bonecchi

"Andava a Rogoredo, cercava i suoi danée / Girava per Rogoredo e vosava come un strascée: No, no, no no, non mi lasciar”, cantava Enzo Jannacci. Oggi nel vecchio quartiere operaio, di fianco alla cooperativa e al negozio etnico, c’è ancora l’Osteria de Rogored, gestita però da una famiglia cinese (la cotoletta è sempre nel menù da 10 euro, tutto compreso). Ma anche oggi Rogoredo cerca il suo futuro, per non allontanarsi troppo dalla grande metropoli.
La battaglia campale che ha investito le aree ex Montedison-Redaelli, finite sette anni fa nel vortice della Procura, con tanto di sequestro, sembra attraversare una tregua grazie al progetto Santa Giulia dell’archistar Norman Foster, in via (forse) di completamento. E dopo le incerte e fallimentari vicende oggi Santa Giulia, fa un passo avanti verso l’approvazione della variante che consentirà al quartiere di arrivare molto vicino al completamento.
Si fanno strada così, lungo l’accidentato percorso burocratico, gli ultimi passaggi per restituire alla città un’area trasformata radicalmente, riqualificata e bonificata dopo decenni di attività industriale e completo abbandono. Un quartiere che con l’arrivo in forze di Sky ha portato una ventata di modernità, con quella selva di parabole che guardano il cielo e l’andirivieni di volti noti.
Ora l’amministrazione comunale si è posta il problema di come chiudere il cerchio, creare – a cavallo della ferrovia con stazione Alta velocità e della metropolitana – una continuità di funzioni con la città. “La situazione attorno alla ferrovia di Rogoredo è complessa”, spiega Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica della giunta Sala. “Ci sono nel quartiere parecchi edifici dell’éra Ligresti, abbandonati da anni, palazzi dismessi e mai utilizzati”.
Oggi sono di proprietà di alcuni grandi gruppi, come Generali, Enpam, si tratta di soggetti economicamente forti ma che ad oggi non sono riusciti a creare un progetto unitario di sviluppo dell’area. "Servono investimenti importanti, ma il potenziale c’è: sono terreni con vista sull’uscita della metro e della stazione Alta velocità. Per questo col sindaco li abbiamo convocati e – visto che stiamo lavorando a una revisione del Piano di Governo del Territorio – abbiamo chiesto loro di farci una proposta, anche rivedendo eventualmente le regole, che consenta di togliere quella zona al degrado con un piano di sviluppo. Noi siamo interessati a risanare i quartieri periferici e naturalmente servono risorse e idee. In quella zona il quartiere Santa Giulia è quasi completato. L’area Porto di Mare – già invasa dallo spaccio in particolare nel boschetto della droga – è stata affidata per il recupero a Italia Nostra con un piano di interventi da un milione in 5 anni. Tra un mese incontreremo nuovamente le aziende proprietarie delle aree che ancora versano in stato di abbandono per valutare eventuali proposte”.
L’obiettivo di risanare le periferire (“un’ossessione” per il sindaco Beppe Sala) è uno degli obiettivi di programma più significativi della Giunta, annunciato e presentato piuttosto nel dettaglio già un anno fa. La realtà è però che non ci sono forze o finanze sufficienti per fare tutto e subito. Così Rogoredo diventa un obiettivo più preciso.
“Noi abbiamo fatto partire un progetto impegnativo per risanare e cambiare le nostre periferie e il ruolo dei privati – se si pensa ad un insieme di funzioni in grado di rivitalizzare i quartieri – è essenziale. A loro abbiamo detto: dateci una mano a rendere migliori le periferie”.
Sono partiti anche i lavori in via Merezzate, dove crescerà un nuovo agglomerato con edilizia sociale, scuole e servizi, proprio accanto a Santa Giulia. Il piano prevede 25 edifici disposti a corte – edilizia convenzionata in cessione e in locazione, canone convenzionato e canone sociale – per una superficie complessiva di 50 mila metri quadri. Previste numerose opere (a scomputo) a carico della proprietà, come la scuola media per circa 350 bambini, col campo da basket, una palestra aperta anche al di fuori degli orari scolastici. Perché anche questa è la città che cambia.
Mentre il piano sulle periferie, su cui molto ha investito il sindaco, va avanti al rallentatore c’è chi, come Fabio Altitonante, consigliere regionale azzurro, a lungo assessore al Territorio della Provincia di Milano, insiste sulla necessità di trovare “le risorse necessarie per varare un Piano Marshall per le periferie. Occorre determinazione da parte del Comune perché l’emergenza abitativa nei quartieri periferici può imboccare una strada senza ritorno. L’amministrazione ha la possibilità di dare una svolta radicale, basta che si decida a vendere il grosso delle quote Sea, tenendo per sé la regia. Cedendo gran parte del pacchetto il Comune potrebbe ottenere 500 milioni, da utilizzare in toto per risanare le periferie, con un occhio alla città metropolitana”. Sulla situazione di Rogoredo e delle aree lì attorno “tutti progetti urbanistici voluti e in parte realizzati dalle giunte di centrodestra – insiste Altitonante – la sinistra dimostra di non avere visione e il comune è totalmente incapace di integrare i progetti tra loro, la dove sarebbe necessario costruire un percorso virtuoso a favore della città”. Infine un appello al sindaco: “Deve avere più coraggio per favorire lo sviluppo della città e i bisogni dei cittadini”. Rogoredo, periferia della grande Milano, in attesa di una nuova identità.
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luca75
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MessaggioInviato: Mer Nov 01, 2017 5:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Un'ottima notizia per lo sviluppo di Santa Giulia.

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Risanamento trova l’intesa con Lendlease per Milano Santa Giulia


Si è firmato a tarda notte l’accordo atteso per il riavvio dei lavori a Milano Santa Giulia. I vertici di Risanamento e gli australiani di Lendlease hanno così trovato un’intesa per lo sviluppo dell’iniziativa immobiliare.
L’accordo vincolante denominato Project Development Agreement (Pda) prevede che le due società sviluppino in partnership i Lotti Nord (400.000 mq di Slp, di cui il 50% residenziale, il 30% a uso commerciale e il 20% a uso terziario e ricettivo) per il quale si attende l’approvazione alla variante del masterplan chiesta al Comune e che potrebbe arrivare nell’arco di 12/18 mesi.

Approvazione che è necessaria perché l’accordo vada avanti. Non solo. L’efficacia dell’intesa è condizionata anche al sostegno delle banche finanziatrici del gruppo Risanamento (azionisti della società sono per il 48,88% Intesa Sanpaolo, per il 19,56% Unicredit, per il 9% la Banca Popolare di Milano), ma sarà necessario anche reperire nuova finanza per procedere con le attività di bonifica e con le opere di urbanizzazione del progetto, successivamente rimborsati da Lendlease, con importo concordato man mano che lo sviluppo immobiliare procede.

Il progetto in avvio è di medio-lungo periodo - con durata in linea alla durata della convenzione urbanistica da stipularsi con il Comune di Milano (10 anni, salvo successive eventuali proroghe) - che prevede di suddividere in 12 parti le aree che fanno parte dell’accordo in modo da poter procedere a uno sviluppo graduale dei singoli lotti.

«L’operazione prevede complessivamente ricavi per un potenziale di oltre 2 miliardi di euro per tutta la durata dello sviluppo immobiliare - recita il comunicato emesso a seguito dell’accordo -, condizionati all’andamento del mercato e costi di realizzazione tra opere private e pubbliche per circa 1,2 miliardi di euro escluso il valore del terreno».
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machimec



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MessaggioInviato: Mer Nov 01, 2017 7:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

Molto bene!!!
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Alieno



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MessaggioInviato: Ven Nov 03, 2017 2:09 pm    Oggetto: Rispondi citando


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Valentina



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MessaggioInviato: Ven Nov 03, 2017 2:14 pm    Oggetto: Milano, accoltellato vicino al «boschetto della droga». Rispondi citando


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Un immigrato aggredito nei pressi della stazione ferroviaria. È stato un passante a soccorrerlo e a dare l’allarme
di Redazione Milano online

Un uomo è stato trasportato in gravi condizioni venerdì mattina in ospedale dopo essere stato accoltellato a un fianco in via Cassinis, poco distante dalla stazione ferroviaria di Rogoredo, a Milano. L’uomo, di nazionalità marocchina ma di cui non si conoscono ancora le generalità, è stato soccorso attorno alle 7 dopo essere stato notato da un passante vicino a una zona boschiva. È stato portato d’urgenza al Policlinico. L’ipotesi della Polizia è che si tratti di un ferimento legato al modo allo spaccio. Il vicino `boschetto della droga´ di Rogoredo, nonostante i blitz delle forze dell’ordine negli ultimi mesi, resta infatti un’importante piazza di spacci.

Non se ne può piu!!!! Evil or Very Mad
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Valentina



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MessaggioInviato: Ven Nov 17, 2017 1:15 pm    Oggetto: Milano, la strage silenziosa dell’eroina: due overdose in 10 Rispondi citando


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Milano, la strage silenziosa dell’eroina: due overdose in 10 giorni
nel «boschetto» di Rogoredo


Un uomo trovato in via Orwell: «Qualcuno gli ha rubato l’ago». Nel bosco anche ragazze minorenni. Sei vittime in città nel 2017
di Andrea Galli e Gianni Santucci



Indossava un paio di jeans Levi’s, una cintura con la Union jack inglese stampata sulla fibbia, un piumino scuro, scarpe Timberland, un marsupio. Il cadavere era steso sulla terra bagnata, sotto lo svincolo della tangenziale. Un uomo d’età apparente sui 40 anni, di nazionalità italiana o dell’Est Europa, è morto intorno alle 23 di martedì per un’overdose di eroina, ma non aveva l’ago in vena: un altro tossicodipendente, pensando che fosse svenuto, stesse facendo solo un viaggio più profondo oppure sapendo che tanto era ormai deceduto, gli ha sfilato dal braccio la siringa e s’è iniettato la roba rimasta dentro. Al cadavere hanno portato via portafoglio e documenti. In tasca aveva un biglietto ferroviario da Pavia a Milano. Nel cuore della notte, un altro tossico è uscito dal «boschetto», è arrivato sulla strada, ha sbracciato quando ha visto un lampeggiante blu: «Là c’è un morto». I carabinieri della stazione Porta Romana, che da anni fanno un lavoro continuo e tenace su quella zona, hanno trovato il cadavere oltre via Orwell, nel prato sterrato dietro la stazione di Rogoredo. È il sesto decesso per overdose di eroina a Milano nel 2017.

Già questo numero dice molto: non si tratta di una statistica ufficiale, ma solo di una serie di notizie che il Corriere ha «catalogato» nel corso del tempo attraverso gli interventi di polizia, carabinieri e ambulanze. Un quadro complessivo e approfondito degli attuali danni dell’eroina in città non viene diffuso perché, semplicemente, non esiste. Gli eventi non vengono raccolti ed esaminati in modo unitario: e questa è la più evidente dimostrazione di come la politica e le autorità sanitarie (che alla politica fanno capo) stiano assistendo a questi anni di ritorno dell’eroina senza strumenti di analisi efficaci, senza piani di intervento, senza la percezione del «potenziale disastro nei prossimi anni» che è invece ben chiara a chi lavora in strada (polizia, carabinieri, polizia locale, qualche operatore sociale) e ad alcuni medici dei pronto soccorso. L’8 febbraio scorso un uomo, italiano, viene trovato morto dietro via Orwell, con la schiena appoggiata al muro di una struttura abbandonata. Il 21 giugno la seconda vittima, in una stanza d’hotel in via Toffetti: un italiano, 39 anni, siringa e cucchiaino vicino al corpo. Il primo ottobre, un 48enne è soccorso nel «boschetto» di Rogoredo e muore qualche giorno dopo il ricovero al Monzino. Il giorno successivo, il quarto morto: 48 anni, in una casa popolare di via Cogne, a Quarto Oggiaro. E poi, il 28 ottobre, Antonio C., 41 anni, di Gragnano (provincia di Napoli): deceduto sempre nei prati dietro via Orwell. Quella settimana è stata drammatica: per altre tre volte (20, 23 e 24 ottobre) le ambulanze sono arrivate a Rogoredo per tre casi di overdose. Tutti sono stati portati in ospedale e salvati.

Si calcola che almeno tre le 500 e le 1.000 persone si riforniscano stabilmente di eroina al «boschetto». Lo spaccio è in mano a gruppi nordafricani: si vende droga dall’alba alla notte; fino all’anno scorso la zona di smercio più continuo era quella di via Sant’Arialdo, in cui si sono però concentrati gli sforzi del Comune (pulizia, taglio di alberi e cespugli, rimozione di tende e baracche, controlli); ora il centro dello spaccio s’è spostato nei campi sotto gli svincoli che collegano autostrada e tangenziale. I pusher si posizionano a pochi metri dai binari dell’alta velocità ferroviaria, dietro uno steccato di cemento, protetti da una tenda cerata contro la pioggia; i tossicodipendenti arrivano dall’altra parte, separati dalla recinzione.

Gli spacciatori hanno sentinelle, vedono l’arrivo delle forze dell’ordine in lontananza, possono scappare perché sono protetti dalla barriera e perché inseguirli lungo i binari sarebbe parecchio pericoloso. La maggior parte dei compratori ha 40-50 anni e una lunga storia di droga alle spalle. Ma a Rogoredo, il Corriere ha raccolto testimonianze di ragazzi minorenni che hanno iniziato a consumare eroina fumandola e ora se la iniettano. È evidente che, pur se si riuscisse a sistemare la zona e impedire l’accesso, quei 500-1.000 tossicodipendenti dovrebbero comunque comprare l’eroina e lo spaccio sarebbe soltanto spostato. La riqualificazione è comunque un passo primario per il Comune, che su questo sta insistendo (e a breve presenterà un progetto) in un tavolo aperto a Roma con il ministero degli Interni e Fs-Rfi per la sicurezza delle stazioni. Per Milano, Rogoredo è una priorità, a partire dalla sistemazione del deposito delle ferrovie dietro via Orwell. L’ultimo morto per overdose è stato trovato a pochi metri da lì.

15 novembre 2017 | 23:27
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luca75
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MessaggioInviato: Ven Dic 01, 2017 1:26 am    Oggetto: Rispondi citando

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Controlli bosco Rogoredo, piazza Cadorna e parco Sempione Milano, bilancio Polizia

Nelle giornate di martedì 28 e mercoledì 29 novembre 2017, nell’ambito dei sistematici dispositivi di prevenzione e controlli disposti dal Questore di Milano Marcello Cardona, volti al contrasto della criminalità in alcune zone della città, sono stati effettuati dei Servizi mirati a cura degli operatori di alcuni dei Commissariati di P.S. di zona.

Nella tarda serata del 28 novembre, la Polizia di Stato ha effettuato un nuovo intervento presso la zona boschiva adiacente alla via Sant’Arialdo. L’intervento, eseguito dal personale del Commissariato di PS “Mecenate”, dell’Ufficio Prevenzione Generale, del Reparto Mobile di Milano, dell’Ufficio Immigrazione e del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia, è iniziato in una zona che attualmente vede una boscaglia molto più rarefatta e un numero di soggetti presenti notevolmente diminuito.
Nel corso dell’operazione sono state identificate 22 persone aventi tutti precedenti penali o di Polizia, e alcuni di loro a carico segnalazioni per consumo di droga.

Nello specifico sono stati sottoposti a controllo 14 cittadini italiani, 2 cittadini comunitari e 6 cittadini extracomunitari, di cui 8 sono stati accompagnati presso gli Uffici del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Milano per essere sottoposti ai rilievi fotodattiloscopici.
Al termine degli accertamenti esperiti, 1 cittadino marocchino è stato messo a disposizione dell’Ufficio Immigrazione per l’immediata espulsione dal territorio nazionale; a 1 cittadino extracomunitario è stato notificato il decreto di espulsione; 1 cittadino extracomunitario è stato deferito all’A.G per non aver ottemperato all’allontanamento dal territorio nazionale per motivi di sicurezza. Sono stati infine notificati 3 fogli di via obbligatori e divieto di ritorno nel comune di Milano a un cittadino extracomunitario (in regola sul territorio nazionale) e a due cittadini italiani; a un cittadino è stato altresì notificato l’avvio di procedimento amministrativo per il foglio di via obbligatorio.

[CUT - si parla poi di interventi in altre zone]
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luca75
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MessaggioInviato: Mer Gen 03, 2018 7:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Blitz antidroga a Rogoredo negli ultimi giorni del 2017.

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Bosco di Rogoredo, blitz dei carabinieri con cani antidroga e un elicottero

Sono state controllate 127 persone in tre giorni

Milano, 26 dicembre 2017 - Blitz dei carabinieri della compagnia Milano-Porta Monforte nella zona della stazione ferroviaria di Rogoredo. Oltre che i militari della compagnia sono stati impiegati anche quelli del 3° Reggimento carabinieri "Lombardia", il Nucleo Cinofili e un elicottero del 2° Elinucleo di Orio al Serio. Il controllo si è svolto su tre giorni, 20, 21 e 22 dicembre e si è concentrato sul bosco tra le vie Sant’Arialdo, San Dionigi e Fabio Massimo, e la parte di via Orwell che costeggia la massicciata della linea ferroviaria, aree particolarmente impervie e frequentate da assuntori di stupefacenti, spacciatori e persone senza fissa dimora.

Complessivamente sono state controllate 127 persone e 25 veicoli, mentre sono 2 le persone deferite in stato di libertà, una per inosservanza delle norme di soggiorno e una per evasione. Il controllo si aggiunge ai 9 già effettuati nell’area dall’inizio dell’anno, che hanno visto complessivamente oltre 400 persone identificate, delle quali 139 straniere e 87 già note alla giustizia.
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luca75
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MessaggioInviato: Dom Gen 07, 2018 11:34 am    Oggetto: Rispondi citando

Dall'albero di Natale di Piazza Duomo (sponsorizzato da Sky) nasceranno elementi di arredo urbano per Rogoredo Santa Giulia

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Piazza Duomo, dall’Albero di Natale panchine e arredo urbano per Rogoredo
L’albero di Natale in piazza Duomo, a Milano, si prepara per la sua “seconda vita”: dall’imponente abete saranno ricavate panchine ed elementi di arredo urbano che verranno collocati nei quartieri di Rogoredo e Santa Giulia. A progettarli saranno gli studenti della Scuola di Design del Politecnico.

Dopo aver illuminato per un mese piazza Duomo, a Milano, l'albero di Natale sponsorizzato da Sky Italia si appresta a iniziare la sua seconda vita. Dall'imponente abete, il più alto che abbia mai svettato nella piazza più importante della città con i suoi 30 metri di altezza, saranno ricavate panchine, sculture e altri elementi di arredo urbano, che verranno installati nei quartieri di Rogoredo e Santa Giulia (Municipio 4), dove si trova la sede della media company. Domenica 7 gennaio l'albero, illuminato con centomila luci a led, sarà spento, in coincidenza del termine delle feste. Già dal giorno successivo, lunedì 8 gennaio, l'abete sarà privato di tutte le sfere e le stringhe a led che saranno riconsegnate ai fornitori, e sarà rimossa la base dell’albero. Successivamente, l’albero sarà spogliato dei rami e tagliato in piccoli tronchi di lunghezza massima di 6 metri, che saranno poi trasportati in un centro di riutilizzo del legno, dove verranno stoccati e preparati per la loro seconda vita.
Arredi e panchine saranno consegnate entro la prossima estate

La "seconda vita" dell'albero sarà resa possibile grazie alla collaborazione tra Sky Academy e il Politecnico di Milano – Scuola e Dipartimento di Design. Già la prossima settimana il Politecnico inviterà i suoi studenti di design a presentare dei progetti, che saranno successivamente valutati da un'apposita giuria. A farne parte sono: Luisa Collina (Preside della Scuola di Design – Politecnico di Milano), Davide Bruno (Professore della Scuola del Design e Responsabile scientifico del progetto – Politecnico di Milano), Paolo Guido Bassi (presidente IV Municipio – Comune di Milano) e Roberta Lissidini (responsabile Comunicazione e progetti speciali – Sky Academy). I progetti finalisti, selezionati dai giurati, saranno poi votati dagli oltre quattromila studenti della Scuola del Politecnico di Milano. I progetti migliori saranno presentati nel corso della prossima Milano Design Week (che si terrà dal 17 al 22 aprile) e saranno realizzati e consegnati alla cittadinanza entro l'inizio della prossima estate.
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luca75
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MessaggioInviato: Mar Gen 09, 2018 11:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

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I tossicodipendenti assediano la colonia felina
Via Medici del Vascello, la protesta dei volontari: area fuori controllo

Milano, 9 gennaio 2017 - I tossici che assediano i gatti e il rischio che si formi un «boschetto della droga» bis. Succede in via Medici del Vascello, periferia sud-est della città, non troppo lontano dall’area verde di Rogoredo frequentata ogni giorno da centinaia di tossicodipendenti.

In via Medici del Vascello c’è una colonia felina costituita da 25-30 gatti che esiste da più di tre anni, anche se prima era collocata in altri punti della strada a causa dei lavori di urbanizzazione a Cascina di Merezzate, dove stanno costruendo dei palazzi. L’impresa di costruzione ha avvertito i cittadini che gestiscono la colonia felina dei lavori in programma e i gatti hanno traslocato in un’area verde poco distante, all’altezza del civico 40 di via Medici del Vascello. Tutto bene? Non proprio, perché i gestori della colonia felina, Elena e Mauro Rizzo, segnalano che «da circa un mese l’area verde dove c’è la colonia felina è frequentata da tossicodipendenti che lasciano tracce del loro passaggio: carta stagnola, bottigliette, cannucce, bottiglie di ammoniaca... Ogni volta che passano i tossici ci tocca ripulire tutto per la sicurezza nostra e dei gatti, anche perché in un mobiletto lasciamo il cibo per i gatti e ogni mattina troviamo quello spazio in disordine».

Elena e Mauro Rizzo hanno scritto una email all’assessorato comunale alla Sicurezza, al capogruppo di FI Gianluca Comazzi e al Garante degli animali per chiedere «un presidio maggiore del territorio da parte della Polizia locale e delle forze dell’ordine». Al di là dei disagi, infatti, il rischio che quell’area verde si trasformi in un altro «boschetto della droga» è dietro l’angolo: «Non vorremmo che parte dei tossici che frequentavano il boschetto di Rogoredo si stia spostando in via Medici del Vascello». L’azzurro Comazzi, ex garante comunale degli animali, intanto, commenta: «Come al solito il prezioso lavoro dei volontari che con impegno e passione si prendono cura di un’intera colonia felina rischia di essere vanificato a causa del lassismo della Giunta Sala. L’area è completamente abbandonata a se stessa, tant’è che i tossicodipendenti ne han fatto il loro covo e lì vanno negli orari notturni. L’ennesima dimostrazione del flop del Piano Periferie».
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Valentina



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MessaggioInviato: Mer Feb 07, 2018 11:25 am    Oggetto: Milano, intesa sul muro anti-spacciatori lungo i binari di R Rispondi citando

Milano, intesa sul muro anti-spacciatori lungo i binari
di Rogoredo

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L’intervento per trovare soluzioni «strutturali» in modo da contrastare lo spaccio. Rfi invia i tecnici: pronti a collaborare L’ipotesi di creare anche un parking
di Gianni Santucci

LaL’ultimo sopralluogo, così come l’ultima riunione in Comune, risalgono alla fine di gennaio. Tema: come sistemare l’area e trovare soluzioni «strutturali» per contrastare lo spaccio intorno alla stazione di Rogoredo. Una delle ipotesi principali è quella di alzare un muro al posto della staccionata in cemento vicino ai binari dell’Alta velocità, oggi usata come schermo e protezione dagli spacciatori. Un’ipotesi della quale si era occupato il Corriere domenica scorsa, oggi confermata da una delle aziende coinvolte nei progetti sull’area: «Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs Italiane) ha già manifestato la propria disponibilità a collaborare sul tema nel corso di recenti incontri con le autorità per individuare insieme possibili soluzioni, compreso il muro».Per capire come sia organizzata una delle più importanti piazze di spaccio del Nord Italia, nella quale si riforniscono almeno mille tossicodipendenti al giorno, bisogna descrivere la «geografia». Da una parte, il boschetto vero e proprio, una collinetta alla quale si accede da via Sant’Arialdo. Qui il Comune ha lavorato per pulire la boscaglia, l’obiettivo finale è la costruzione di una strada lungo la quale le forze dell’ordine possano pattugliare l’intera zona.

Dall’altra parte, con accesso da via Orwell, l’aspetto logistico è più complesso: i tossicodipendenti accedono da un’ampia zona sterrata, proprio sotto le rampe della tangenziale, un terreno di proprietà delle Autostrade (la zona è usata anche per consumare l’eroina). Al termine di questo spazio, «protetti» dalla recinzione e (alle spalle) da una dozzina di binari che rendono complicati e pericolosi gli interventi di polizia e carabinieri, stanno fissi gli spacciatori nordafricani. Quell’ultima fascia è di proprietà delle «ferrovie» e sarebbe proprio la zona in cui le sbarre di cemento che permettono il passaggio di soldi e droga dovrebbero essere sostituite da qualche centinaio di metri di muro. In queste settimane gli ingegneri di Rfi stanno valutando la soluzione tecnica più efficace affinché la barriera riesca a impedire davvero (o rendere molto più complicato) il commercio di stupefacenti.

L’impegno di Rfi, oltre all’aspetto di «responsabilità civica», è collegato anche alla sicurezza della circolazione ferroviaria, perché avere persone che frequentano o attraversano regolarmente i binari comporta una situazione di pericolo latente e continuo. Sul resto dello spazio sono in corso di valutazione alcuni progetti per rendere «fruibile» la zona (sarebbe ad esempio adatta per un parcheggio), anche se è talmente periferica e disagevole da raggiungere che alla fine l’ipotesi più plausibile sarà quella di una recinzione per impedire gli accessi. Un ruolo potrebbe averlo anche l’Atm, per la gestione dei corridoi e mezzanini della fermata «Rogoredo».
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luca75
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MessaggioInviato: Mer Feb 28, 2018 11:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

Presentato il progetto per lo sviluppo dell'area Sud di Santa Giulia: previsti due edifici nelle due aree ancora da sviluppare sulla massicciata Sky (vicino alla stazione e vicino alla rotonda Manzu'-Pizzolpasso)

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InTown: riparte il progetto di rigenerazione di Milano Santa Giulia

Oltre 35.000 mq ad uso uffici, all’interno del progetto Milano Santa Giulia. InTown, joint venture tra Lendlease e Risanamento per i lotti Sud del nuovo quartiere, ha presentato i due nuovi immobili che affiancheranno l’attuale sede di Sky.
Si chiameranno Spark One e Spark Two i due edifici, da 25.000 e 10.000 mq circa, che andranno ad arricchire il nuovo business district vicino allo Sky Campus, per un investimento complessivo intorno ai 120 milioni di euro.
Il complesso sorgerà nelle vicinanze della stazione Milano Rogoredo. Curato da Progetto CMR, il progetto mira a ridefinire l’identità dell’intera area Sud di Milano, con particolare attenzione ai principi di sostenibilità, efficienza, connessione e comunità.
Davide Albertini Petroni, direttore generale di Risanamento: “Il progetto di rigenerazione di Milano Santa Giulia rappresenta un’opportunità unica per Milano, per le caratteristiche specifiche dell’area. Un nuovo portale d’ingresso alla città e un nuovo polo di eccellenza anche a livello infrastrutturale e di connettività con il contesto esistente”.
Andrea Ruckstuhl, Head of Italy and Continental Europe di ‎Lendlease: "Intendiamo portare l'esperienza che stiamo facendo nei mercati internzazionali, portando in Italia le tendenze nuove rispetto alla tipologia di uffici. Il complesso Spark è uno dei primi esempi in Italia di progetti disegnati secondo le linee guida della certificazione WELL, dando importanza alle persone e non solo all'edificio".
Pierre Marin, Ceo di JLL Italia: "JLL ha sempre creduto in questa area di Milano e siamo concentrati sulla commercializzazione di Spark One e Spark Two. Ovviamente un progetto come Santa Giulia andrà a influenzare il mercato milanese, creando nuovi benchmark in termini di dimensioni e di qualità".
Roberto Nicosia, Ceo di Colliers International Italia: “Milano Santa Giulia con questo nuovo sviluppo si porrà come nuovo polo attrattivo nel segmento uffici e offrirà standard qualitativi e dimensionali di alto livello, come solo il nuovo può permettersi di fare”.
Un approfondimento sul tema, con le videointerviste, sarà presente su REview di questa settimana
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luca75
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MessaggioInviato: Dom Mar 04, 2018 5:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Video della presentazione del progetto dei due edifici nella parte Sud di Santa Giulia. Si parla anche dello sviluppo dell'area Nord (consiglio di guardare il video oltre a leggere l'articolo).

Link video: http://www.milanotoday.it/video/progetto_santa-giulia.html


Il restyling di Santa Giulia, ecco il progetto da 2 miliardi e mezzo di euro che stravolgerà il quartiere“


L'investimento sarà di circa 120 milioni, alla fine tutta l'area rigenerata avrà un valore intorno ai 2 miliardi di euro. Parlano da soli questi numeri e spiegano plasticamente la grandezza e la bontà del progetto di riqualificazione del quartiere Santa Giulia portato avanti da Lendlease, un gruppo internazionale leader nel settore del real estate operante in Australia, Asia, Europa e nelle Americhe.

Nasceranno due edifici, Spark One e Spar Two, il primo cantierabile già dopo l'estate. Due anni per la consegna. E poi tanti spazi verdi, un'arena pubblica, un'area residenziale con 3.500 appartamenti, 120 mila metri quadrati di uffici, 90 mila metri quadrati di commerciale di cui 15 mila già della Esselunga.

Perfetta la connettività col resto della città e non solo. In quell’area troviamo la fermata Rogoredo della M3, in 15 minuti (8 fermate) si arriva al Duomo, poi la stazione ferroviaria con il passaggio di oltre 200 treni al giorno e ancora la tangenziale Est e infine, compreso nel grande progetto, una nuova linea tramviaria che collegherà Santa Giulia a Farini.

Il progetto mira a ridefinire una nuova identità per l’intera area a sud di Milano ed è basato su quattro principali driver: sostenibilità, efficienza, connessione, comunità.
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