Indice del forum Forum Milano Santa Giulia - Rogoredo Montecity
Forum di discussione sul nuovo quartiere Milano Santa Giulia (ex Rogoredo Montecity)
 
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luca75
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MessaggioInviato: Gio Dic 22, 2005 11:58 pm    Oggetto: Rassegna Stampa Rispondi citando

Raccogliamo qui tutte le notizie riguardanti il quartiere Santagiulia apparse sulla stampa/siti internet/radio/tv
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luca75
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MessaggioInviato: Ven Dic 23, 2005 12:00 am    Oggetto: Rispondi citando

Dal sito "Soldionline.it"

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Osservatorio Bond del 21 dicembre
21 dicembre 2005 11.10

Risanamento
Finanza e Mercati scrive che il balzo del 4,87% nella seduta di ieri del titolo Risanamento, è dovuto principalmente al giudizio “strong buy” (acquistare decisamente) arrivato dalla merchant bank olandese Kempen e C, che tra l’altro fissa un possibile obiettivo a 5 euro. Alcuni analisti sottolineano che il road show per presentare il progetto Milano Santa Giulia sta riscuotendo ampio successo tra gli operatori. I rialzi del titolo, infatti, sarebbero coincisi con le tappe del tour.
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luca75
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MessaggioInviato: Dom Gen 08, 2006 12:39 am    Oggetto: Rispondi citando

Dal sito "Corriere.it" (Vivimilano.it)
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L'articolo è "vecchio", ma è di buon auspicio il fatto che Sky prevede di avere gli uffici operativi per Luglio 2007!


Milano «ruba» a Sesto gli studi Sky

Zunino si accorda con Murdoch per «trasferire» il grande centro televisivo a Rogoredo

L'epilogo della vicenda, chissà se provvisorio, si svolge martedì scorso nella sala giunta del Comune di Sesto San Giovanni. Di fronte al sindaco Giorgio Oldrini e agli assessori c'è il costruttore Luigi Zunino. Convocato d'urgenza dopo che l'amministrazione ha appreso che proprio quest'ultimo, il partner nella futura, maxi riqualificazione delle ex aree Falck si è accordato con Rupert Murdoch: il nuovo centro di produzione Sky — il maggiore dell'Europa meridionale — non sorgerà più sulle ex aree Marelli di Sesto San Giovanni ma a Milano. Per la precisione a Rogoredo, a ridosso di Santa Giulia, il gigantesco quartiere firmato Norman Foster e realizzato da Risanamento spa, la società di Zunino. L'incontro si conclude in modo tutt'altro che cordiale, per Oldrini è una folgore a ciel sereno. Soltanto una settimana fa il sindaco era stato a Parigi, con il Falcon privato del costruttore, a incontrare Renzo Piano: è il grande architetto ligure che sta disegnando il recupero da un milione e mezzo di metri quadri dell'ex Falck. Soprattutto, martedì prossimo si apre la conferenza dei servizi convocata dal ministero per l'Ambiente che avrebbe potuto far partire il cantiere per il centro di produzione di Rupert Murdoch. Da realizzare a tambur battente: il magnate australiano intende accendere gli spotlight dei nuovi studi alla fine del prossimo campionato, nel luglio 2007. Il sindaco sestese considera lo strappo di Sky peggio che una pugnalata: il centro di produzione, destinato a dare lavoro ad almeno 1.500 persone, è un tassello importante del progetto strategico di Oldrini, quella «Città della comunicazione» che può già allineare, dalla fine di agosto, gli studi di Euroscena group, la società i cui allestimenti e servizi piacciono al premier Berlusconi: e che per conto di La7 realizza le trasmissioni sportive, «L'infedele» di Gad Lerner e «Il processo di Biscardi». Della «Città» dei media fanno parte anche la facoltà di Scienze della comunicazione dell'Università Statale. Inaugurata lunedì scorso e destinata a raddoppiare le dimensioni, alcuni teatri di posa utilizzati per le televendite. Per il momento: perché le ambizioni sono tante e i progetti in itinere pure. Soprattutto, l'area figura tra le cinque «finaliste» in lizza per accogliere il centro di produzione Rai, in trasloco dai due poli di corso Sempione e Fiera. Anche qui, si parla delle aree ex Falck di Zunino, dopo che è uscita dalla rosa l'area di Francesco Caltagirone. Ma l'accordo per Sky, vista l'interdipendenza dei progetti sulle ex industrie sestesi, complica ulteriormente la partita. La mossa di Zunino, infatti, mette in difficoltà il proprietario delle aree Marelli, Giuseppe Pasini, che vede sfumare un'importante — seppure parziale — occasione di valorizzazione dei vecchi capannoni. Peraltro, l'infaticabile Zunino si sarebbe già offerto di rilevare le aree: tra le più pregiate anche perché a due passi dalla metropolitana. L'amministrazione sestese sta pensando a come correre ai ripari. Certo, la potestà in tema di concessioni del municipio potrebbe rappresentare una forte leva, vista la programmata valorizzazione delle altre aree di Risanamento, le ex Falck. Un'opera, giusto per render conto delle dimensioni, che vale 280 milioni di euro soltanto per le bonifiche dei terreni. Ma, appunto, il rovescio della moneta è che l'amministrazione scade tra un anno e mezzo: e presentarsi agli elettori con il recupero della più colossale delle aree dismesse ancora in alto mare è una prospettiva che in Comune fa rizzare i capelli in testa.
Marco Cremonesi

Nuovo cambio di destinazione
L'ACCORDO Le ex aree Marelli di Sesto erano state scelte da Sky per costruirvi la sua nuova sede
IL PROGETTO Nel luglio scorso era stato poi raggiunto un accordo tra la proprietà delle aree e gli avvocati della tv satellitare. La giunta comunale e il sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini, avevano dato subito il via libera al progetto
LA ROTTURA Martedì scorso la giunta di Sesto apprende invece che, a sorpresa, Sky si è accordata con il costruttore Luigi Zunino per costruire la nuova sede a Rogoredo, a ridosso del quartiere di Santa Giulia, anziché a Sesto San Giovanni
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MessaggioInviato: Mar Gen 10, 2006 3:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Soldi OnLine
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Citazione:
Risanamento
Il Corriere Economia riporta un’intervista a Giulio Rosetta, responsabile finanziario che si occupa della operazione Milano Santa Giulia per Risanamento. Secondo Rosetta, il gruppo immobiliare dovrebbe ricavare dall’area 2,5 miliardi di euro. Attualmente è stata avviata con successo la fase di vendita di uffici e residenze e il primo blocco di queste ultime sarà pronto per la fine del 2007. Risanamento sta progettando la realizzazione di un centro commerciale vicino a Napoli.
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MessaggioInviato: Mer Gen 11, 2006 2:41 pm    Oggetto: Rispondi citando


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Citazione:
Milano - Il Financial Times contro l'architetto «alla moda»: «Le sue sono sculture, non abitazioni» Calatrava sott'accusa: palazzi da sogno, ma invivibili

Di Pierluigi Panza

L'architettura «griffata» è l'ultima frontiera del lusso. Belli, ma difficili per viverci. E l'altro ieri il Financial Times è partito all'attacco di Santiago Calatrava, «scultore di architettura». L'architetto, per il quotidiano, «è stato protagonista di un'eccezionale trasformazione dell'ingegneria di ponti e stazioni. Ma è improbabile che ciò gli riesca nelle case di lusso».

I condomini con la griffe «Ma è impossibile viverci» La nuova moda: grandi architetti per progettare edifici civili Accuse a Calatrava: «Fa sculture, non abitazioni funzionali»

L'architettura «griffata» è l'ultima frontiera del lusso. E se, oltre che firmata, è anche glamour o, almeno, un po' storta o attorcigliata, è ancora meglio. Ma ora c'è chi, di fronte a una vita a rischio di scogliosi, «incomincia a dissentir». Il supplemento «Style & Design» del Time di alcune settimane fa riportava che una grande firma incide sul costo di un progetto dal 2% al 10% in più, ma che i prezzi degli appartamenti di una casa «griffata» sono venduti a una cifra superiore al normale. È il caso di quelli di Richard Meier a New York, venduti a 22 mila dollari al metro e acquistato, tra gli altri, da Calvin Klein e Nicole Kidman. Ciò ha comportato un nuovo incremento del prezzo, perché avere la Kidman in assemblea di condominio ha un costo. Quanto a Brad Pitt - Angelina Jolie permettendo -, si è iscritto a una scuola di architettura di Frank O.Gehry, che ha deciso di coinvolgerlo (!) nel progetto di un resort a Brighton, che prevede 700 appartamenti di lusso. Quanto costerà abitare lì?

Sono le nuove frontiere dell'architettura e tra i primi a capire il nuovo trend sono state le «archistar», gli stilisti di moda e i grandi immobiliaristi americani. Ma non a tutti va bene tutto. L'altro ieri il Financial Times ha invitato a valutare con cautela gli interventi nell'edilizia residenziale dividendo le «archistar» in due: quelle abili anche nella realizzazione di edifici e quelle che sono solo degli «scultori di architettura». Guardando a New York son venuti fuori anche i nomi. Tra i primi figurano Norman Foster, Richard Meier con le Perry West Tower (tre palazzi squadrati a West Street con costo minimo di 1,15 milioni di dollari ad appartamento) e Richard Rogers, forse con la Columbus Tower dei Docklands, che con i suoi 237 metri risulterebbe la più alta d'Inghilterra.

Per gli interventi o i progetti a prova di scogliosi si avanzano dei dubbi. Forse si pensa agli appartamenti annessi al residence Beauvallon di Denver di Daniel Libeskind, o al palazzo di Bernard Tschumi a Lower East Side o anche al Louis Vuitton North Headquarters sulla Madison avenue di Christian de Portzamparc. Ma tra tutti, la scure del Financial Times colpisce lo sciamano dei ponti Santiago Calatrava. Colpevole di «sindrome dell'icona».

«Calatrava - scrive il critico Edwin Heathcote - è diventato un marchio internazionale ricercato da ambiziosi costruttori che cercano di differenziare la loro offerta, convincendo i compratori che non si trasferiranno solo in un appartamento, ma in un'opera d'arte. Ma diventeranno davvero leggendari questi edifici»? Risposta: «Calatrava ha iniziato a vincere immense commesse architettoniche, che sono diventate l'espressione dell'ego piuttosto che strutture»; la sua è una tipica «sindrome dell'icona», ovvero «del costruire la città basandosi solo sul marchio, per attirare turismo».

Questa sindrome non colpisce «altri architetti che hanno seguito questo filone di marketing, quali Forster, Meier e Graves, ma l'hanno fatto nelle loro città natali». Calatrava, a New York, dovrebbe costruire la Townhouses, una torre composta da 12 cubi uniti che ruotano intorno a un fulcro verticale. Quanto alla già costruita Turning Torso di Malmö, che con i suoi 190 metri è il più alto palazzo della Scandinavia, la si definisce «una scultura venduta come qualcosa di esotico che si oppone al puritanesimo architettonico svedese»: la struttura tipo stringa di liquirizia attorcigliata lascia perplessi, forse per la funzionalità. A Calatrava è stata affidata anche la costruzione del grattacielo più alto d'America, la Fordham Spire di Chicago; ma per ora mancano i fondi. Conclude il Financial Times : «Calatrava è stato protagonista di un'eccezionale trasformazione dell'ingegneria di ponti e stazioni. Ma è improbabile che ciò gli riesca nelle abitazioni di lusso».

Anche a Milano si stanno progettando edifici residenziali «griffati», sia da parte di Foster (Milano Santa Giulia sull'ex area di Montecity), sia dalla triade Arata Isozaki, Daniel Libeskind, Zaha Hadid (i tre grattacieli sul polo interno della Fiera). Trenta architetti italiani, qualche mese fa, hanno lanciato un appello in «difesa della tradizione» contro alcune architetture-icona indifferenti al contesto. Ma l'età del web e dell'immateriale, forse, si nutre anche di architettura «artificiale», da laboratorio della griffe


Faccio presente che le polemiche scatenate dagli architetti contro froster per Milano S.G. erano piu' motivate da una esclusione a priori dei nomi italiani che non per i contenuti del progetto
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Reybrigo



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MessaggioInviato: Mer Gen 18, 2006 3:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

l'altro giorno ho scritto a Dario Fo candidato alle primarie del centro sinistra:

Il 11/01/06, roro baro<> ha scritto:
> Buon giorno Sig. Fo,
>
> ho letto attentamente il suo programma e ho notato quanto si voglia
> impegnare per bloccare i lavori di edilizia privata a milano a causa di
> progetti mal ideati.
> Comunque tra tutti i progetti che lei ritiene insensati non ho letto del
> Progetto di Milano Santa Giulia.
> Il suo amico Beppe Grillo pensa che sia una schifezza.
>
> Lei cosa ne pensa? Farà di tutto per bloccarlo o modificarlo?
>
> Grazie

Gentile Reybrigo,
per quanto riguarda il progetto di Milano Santa Giulia, non è ancora
stato inserito nel programma di Dario perché è un po' complicato; per
il momento non siamo in grado di risponderle se non dicendole che è
uno dei punti che studieremo tra le varie priorità.
Voglia gradire i miei più cordiali saluti.
Gessica Di Giacomo
Staff Fo Sindaco


Ognuno tragga le proprie considerazioni...
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MessaggioInviato: Gio Feb 02, 2006 2:24 pm    Oggetto: Rispondi citando


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Milano - Casa, le cinque zone dai prezzi d'oro.Viaggio dove il valore degli appartamenti continua a crescere

Di Alessia Gallione

In Garibaldi Repubblica siamo a un +12 per cento in sei mesi. Gli insediamenti futuri porteranno ventimila abitazioni Un'indagine indica il mercato in crisi ad eccezione dei quartieri dove si svilupperanno nei prossimi anni insediamenti 'griffati'

I lavori non sono ancora iniziati, ma i prezzi delle case intorno a quella che sarà la Città della Moda sono già saliti del 12 per cento in sei mesi. È qui che, nell'ultimo anno, sono stati acquistati appartamenti a Garibaldi Repubblica spendendo fino a 5mila euro al metro quadrato. Salgono i prezzi. Proprio lì, vicino ai grandi progetti che cambieranno la città: dalla Fiera- dove le stime, ormai, parlano di cifre non inferiori ai 4.500 euro al metro- fino a Montecity Rogoredo. Numeri in controtendenza rispetto all'andamento generale che sembra aver subito una prima battuta d'arresto dal 2000, segnando un incremento del 2% contro il 6,9% di rincari del 2004 e il 10% del 2003. Lo dicono le rilevazioni dell'ufficio studi Tecnocasa, che ha misurato il termometro del mercato immobiliare. Un mercato che guarda avanti, a quando in queste aree sorgeranno le nuove case: almeno 20mila nei prossimi cinque anni, mettendo in fila i grandi piani di trasformazione urbana che hanno ricevuto il via libera o stanno per essere approvati dal Comune. Piccole città nella città, quartieri esclusivi, dove per il sogno di un appartamento si dovranno sborsare da 7mila euro in su per un metro quadrato. Case del futuro dove il prezzo, spiegano i gruppi che stanno costruendo, vengono giustificati dall'esclusività: palazzi disegnati da grandi architetti, sempre più tecnologici, con parchi, piscine e centri benessere riservati, sistemi di sicurezza e parcheggi interrati.

Ecco come cambierà il nuovo modo di abitare. Ed ecco come si muoveranno le quotazioni. In una città, Milano, dove in futuro- secondo Fiera Milano che nel 2007 inaugurerà una nuova mostra dedicata all'architettura, Build Up Expo- nei prossimi anni partiranno 100 progetti di varia natura su 8 milioni di metri quadrati. Un investimento che, solo per i piani più imponenti- Santa Giulia, la riqualificazione della vecchia Fiera (nella foto al centro il progetto) e Garibaldi Repubblica- arriverà a 4 miliardi di euro. Spazi che, in parte, vedranno la nascita di nuove zone residenziali. Il prototipo è Santa Giulia: è qui, lontano dal centro, che il gruppo Zunino vuole realizzare una nuova città e soprattutto «la casa ideale» realizzata da lord Norman Foster: case di lusso, da quello che viene definito monolocale (circa 70 mq a 450mila euro) al superattico con piscina privata (oltre 300 mq per 3 milioni di euro) dove il forno si accende dal cellulare, si passeggia in un parco privato e in dotazione vengono forniti servizi sportivi e sicurezza. E le prenotazioni- giurano dal gruppo Zunino- sono già molte. Si dovrà attendere il 2010 per poter mettere piede negli appartamenti di Garibaldi Repubblica che Hines Italia farà disegnare lanciando concorsi per giovani architetti. Chi vorrà abitare negli spazi all'ombra delle torri di Libeskind, Isozaki e Hadid, invece, dovrà aspettare almeno fino al 2009. E solo nel 2007 si potrà iniziare ad aggiudicarsi gli esclusivi appartamenti che City Life realizzerà dove oggi sorgono i padiglioni della Fiera. Un altro progetto di cui si parla molto e da molto tempo e che, ancora una volta, promette di affidare ai futuri facoltosi acquirenti molto di più delle chiavi di un appartamento: dall'alta tecnologia interna a verde, tranquillità, spazi senza auto e servizi fuori. E, ancora una volta, prezzi che- si ipotizza- andranno ben oltre i 7-8mila euro al metro quadrato. Le stesse quotazioni che il gruppo Coppola fissa per le case di lusso sull'ex scalo di Porta Vittoria, a due passi dalla futura Biblioteca europea.

Già visibili, invece, le abitazioni progettate da Cino Zucchi sull'area di un altro intervento di riqualificazione industriale, il Portello, sede dell'antica Alfa Romeo. È lui a parlare del nuovo modo di progettare case, a Milano: «Abbiamo puntato sulla qualità, anche quella ambientale: dall'esposizione solare all'isolamento termico e acustico. Sono elementi sempre più importanti, così come la tecnologia o il nuovo modo di concepire gli spazi. Nelle case moderne c'è l'esigenza, ad esempio, di progettare un angolo computer a metà strada tra il soggiorno e la zona notte».
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MessaggioInviato: Gio Feb 09, 2006 11:08 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Milano - Milano non è più la città dei creativi.

Di Rita Querzé

Milano si è fatta strappare il primato da Roma e da Napoli. Lo registra un'indagine Ance-Ambrosetti dal titolo «La città dei creativi, visioni e progetti» presentata ieri da Assimpredil, associazione milanese dei costruttori edili. In sostanza: a Roma un lavoratore su quattro appartiene alla grande classe dei creativi (designer, architetti stilisti ma anche avvocati o economisti: in generale, tutti coloro che forniscono un contributo intellettuale e creativo, indipendentemente dal settore). A Milano la percentuale si ferma al 22.87 per cento. Anche Napoli supera la città del Duomo, seppure di un'incollatura: 23 per cento di creativi sotto il Vesuvio.

Secondo i curatori della ricerca, la perdita della leadership deve preoccupare. A Londra i «creativi» sono uno su due. A Stoccolma superano il 45 per cento. Inoltre una città che come come Milano ambisce ad avere un ruolo di leadership economica e culturale in Europa dovrebbe vantare almeno il 30 per cento di professionisti creativi.

«Questo è solo uno degli obiettivi che Milano dovrebbe raggiungere entro il 2015», incita Piero Torretta, presidente di Assimpredil, rivolgendosi di fatto ai candidati sindaci alle prossime amministrative. A Bruno Ferrante e Letizia Moratti l'associazione dei costruttori indica traguardi ambiziosi: portare la Borsa ad avere almeno 3.000 aziende quotate (oggi sono 276); raddoppiare il Pil procapite; avere almeno 15 ricercatori ogni mille abitanti (oggi sono meno di 3); raddoppiare il numero dei brevetti. «A Milano o si vince tutti o si perde tutti: non c'è più spazio per gli interessi corporativi», taglia corto Torretta.

Certo è che sull'agenda del nuovo sindaco ci saranno questioni che stanno a cuore agli associati di Assimpredil. Come l'attuazione del piano che prevede la costruzione di 20 mila alloggi di edilizia popolare e convenzionata su aree prima destinate a servizi. E poi la realizzazione dei grandi progetti di riqualificazione della città, dalla Città della moda a Santa Giulia. Milano sarà in grado di riassorbire questa straordinaria offerta di metri quadri di prestigio? «Molto dipenderà dalla capacità di attirare lavoro ed energie - conclude Torretta -. In questo le imprese hanno un ruolo importante. Secondo una ricerca del Politecnico, solo il 9 per cento delle aziende milanesi è creativo. Una quota ancora troppo bassa».
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sonia77



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Residenza: milano

MessaggioInviato: Gio Feb 09, 2006 6:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao,
volevo avvertirvi che sul settimanale Eco di settimana scorsa c'era un articolo su Santa Giulia e sul prezzo delle nostre future case che lievita sempre di più!
Facevano riferimento anche al forum..
Purtroppo ho lo scanner rotto e non riesco a farlo leggere anche a voi.
Fidatevi sulla parola
Ciao

_________________
Sonia
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MessaggioInviato: Gio Feb 16, 2006 10:48 am    Oggetto: Rispondi citando

vivimilano.it ha scritto:
L'iniziativa gratuita al via sabato 18 da piazza Castello
Alla scoperta di Milano, in quattro itinerari
La scelta è tra quattro percorsi, che condurranno il visitatore dentro gli interventi di riqualificazione sulle ex grandi aree industriali

La nuova fiera di Rho Pero (Ap)
Quattro diversi itinerari lungo i quattro punti cardinali per conoscere Milano e le trasformazioni urbane che hanno segnato la metropoli nell'ultimo decennio. L'iniziativa, organizzata con il patrocinio del Comune da Urban Center, dal Politecnico e Aim (Associazione interessi metropolitani), è gratuita e prenderà il via sabato prossimo, per essere poi ripetuta in altre sei date fino ad aprile. La scelta è tra quattro percorsi (nord, sud, est e ovest), ciascuno con partenza da piazza Castello, che condurranno il visitatore a scoprire gli interventi di riqualificazione urbana sulle ex grandi aree industriali della città: da Milano Santa Giulia alla nuova Fiera, dalle nuove sedi universitarie ai grandi parchi periferici.
«La trasformazione a Milano - ha commentato presentando l'iniziativa l'assessore comunale allo sviluppo del territorio, Gianni Verga - è avvenuta in questi ultimi anni in modo diffuso, su tutto il territorio e in tutte le direzioni; dal centro storico alle nuove centralità urbane sorte su vaste aree industriali dismesse. Elementi di pregio del tessuto urbano si ristrutturano, mentre di nuovi ne vengono creati, dedicati al lavoro, alla residenza, alla cultura, alla formazione e al divertimento». «Un'iniziativa importante - ha aggiunto Giulio Ballio, rettore del Politecnico di Milano - soprattutto per i giovani e per i tanti studenti che provengono da fuori città per i quali Milano non deve rappresentare solo un luogo di studio ma un territorio da conoscere e di cui sentirsi parte integrante».


«Conoscere Milano. La città che cambia»
Quattro itinerari guidati e gratuiti il sabato mattina
Partenza alle 9.15 davanti alla fontana del Castello Sforzesco e rientro alle 13.30
Calendario: sabato 18 febbraio; sabato 25 febbraio; sabato 4 marzo; sabato 11 marzo; sabato 18 marzo; sabato 25 marzo; sabato 4 aprile
Prenotazioni: tel. 02.88.45.65.55,

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o recandosi a Urban Center, Galleria Vittorio Emanuele 11/12, Milano
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robyrrr76



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MessaggioInviato: Mer Feb 22, 2006 1:05 pm    Oggetto: Articolo del 22/2/2006 Rispondi citando

Il Corriere della sera - 22.02.2006Milano
- «I progetti? Solo caricature». «No, c'è innovazione» Botta: Garibaldi, Fiera, Montecity non rispettano la storia. Boeri: alle Varesine coperto un vuoto vergognoso

Di Maurizio Giannattasio

«Sono caricature della città». L'architetto Mario Botta pesa scientificamente le parole e poi spara ad alzo zero sui tre grandi interventi che stanno cambiando il volto della città: Santa Giulia, Garibaldi-Repubblica, vecchia Fiera. Attacca gli architetti, attacca i committenti, attacca il Comune. Provocando la reazione immediata dei presenti e degli assenti. Il più velenoso, l'assessore all'Urbanistica, Gianni Verga: «Capisco. Quando parla un architetto che non ha fatto gli interventi, ne parla male». Sala Montanelli. Botta e Stefano Boeri, direttore di Domus , partecipano al convegno organizzato dalla Fondazione Corriere della Sera su la Forma della Città. Si parla di città diffusa, di obbrobri urbanistici, di architetti che non hanno capito in tempo svolte epocali che hanno cambiato il volto dell'intero paesaggio.

Ma Botta si scatena solo quando si arriva a parlare degli interventi sulle aree dismesse di Milano: «Si è voluto riempirli di mix funzionali perché aspirano a essere delle città autosufficienti. In realtà sono delle caricature di città. Con una mancanza forte: non rispettano le tracce storiche, c'è un azzeramento totale, mancano anche i segni minimi di ricucitura. Abbiamo copiato un modello americano: perché lì si azzera, si costruisce un quartiere, e dopo 25 anni si butta tutto giù e se ne costruisce un altro. È un modello sbagliato, è una ferita per Milano. La nostra colpa è stata quella di non fermare l'importazione di modelli uguali in tutto il mondo, a Milano come a Dubai. La storia non conta più nulla».

E per la Fiera aggiunge: «Sono mancate le linee guida. Che significa il 50 per cento di verde? Il 50 per cento di verde c'è anche a Disneyland. È un progetto disinvolto».

«Starei attento a parlare di storia -gli ribatte Verga -. Gli ricordo che si tratta di aree dismesse. Ne ho una sotto casa ad Affori, e vedo che cosa succede: uomini e topi, topi e uomini. E poi parlare di tracce storiche a Garibaldi-Repubblica mi sembra esagerato». Ma anche Boeri rifiuta la lettura di Botta: «Posso essere in disaccordo, e in parte lo sono, con gli interventi architettonici nelle tre zone. Ben venga l'intervento su Garibaldi che copre un vuoto vergognoso per la città. Lo stesso vale per la Fiera. E poi ricordo a Botta che ci sono interventi rispettosi dei tracciati storici come quello della Bicocca, ma da qui a dire che si tratta di un modello abitativo mi pare troppo». Anche Stefano Zecchi, assessore alla Cultura, è in disaccordo con Botta, ma più per motivi filosofici che nel merito: «L'azzeramento e la sostituzione sono diventati una necessità. Uno può essere in accordo o in disaccordo, ma ci troviamo di fronte a un destino storico. Il giudizio estetico del '900 ha distrutto il concetto di bellezza. Ci troviamo in uno stato di continua sperimentazione che non lascia certezze se non quelle della globalizzazione. E nella globalizzazione l'azzeramento e la sostituzione non sono un'opzione, ma una necessità».

Rispondono anche i committenti. Ugo de Bernardi, presidente di Citylife, la cordata che ha vinto la gara per la vecchia Fiera: «Botta doveva riflettere prima di parlare. Le linee guida c'erano, e molto precise, e noi nel progetto abbiamo sottolineato la vocazione di innovazione e di internazionalizzazione dell'area. E le funzioni declinano la vocazione originale dell'area dando un grande rilievo al produttivo, visto che lì ci lavoreranno 4.500 persone». «Penso che non sia il momento di sensazionalismi -replica Manfredi Catella, responsabile di Hines Italia -, né da parte di chi difende i progetti né da parte di chi li attacca. Milano in questo caso ha bisogno di sobrietà e sarò molto contento di poter spiegare all'architetto Botta come siamo arrivati a progettare Garibaldi-Repubblica. Ci abbiamo messo molto tempo e ci abbiamo riflettuto ancor di più»
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MessaggioInviato: Ven Feb 24, 2006 12:14 am    Oggetto: Rispondi citando

Da City (quotidiano gratuito) di Giovedì 23 febbraio 2006

Rogoredo, i Ds: "Strada inagibile"

La strada che dovrebbe collegare il quartiere di Rogoredo a Milano c'e' ma non è mai stata aperta alla viabilità. A denunciarlo sono i gruppi consiliari del centrosinistra della zona 4: "Il tratto già esistente di via Pestagalli sul quale la nuova strada avrebbe dovuto connettersi è completamente dissestato, privo di illuminazione e pertanto inagibile".


NB: ho riportato quanto scritto "su carta", non ho trovato links a riguardo.
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MessaggioInviato: Ven Feb 24, 2006 12:49 am    Oggetto: Rispondi citando

...mmmmh quale strada e'? Rolling Eyes

sapevo che il COmune aveva stanziato (e in parte completato) una strada che va da Rogoredo (oltre le FS) vino in via Tertulliano (p.le lodi) da sostituirsi al passaggio a livello vicino all'ortomercato che ormai è chiuso....
sarà mica quella? Embarassed

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In bocca al lupo a tutti voi!!
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elbuitre



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MessaggioInviato: Ven Feb 24, 2006 1:06 am    Oggetto: Rispondi citando

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elbuitre



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MessaggioInviato: Ven Feb 24, 2006 1:07 am    Oggetto: Rispondi citando

No, non si tratta di quella. In realtà si tratta proprio della già esistente via Pestagalli , che però è interrotta e sterrata nel suo ultimo tratto. Si può proseguire a piedi lungo un viottolo che parte all'incirca dalla rotonda vicina alle future case della coop Solidarnosc (credo...) e arriva fino alla stazione. In pratica via Pestagalli "sfocerà" in quella strada già asfaltata che ora è chiusa al traffico e che costeggia tutta l'area in oggetto. Proseguendo a nord in via Pestagalli si corre parallelamente alla ferrovia e, proseguendo in via Zama, si arriva non lontano da piazza Ovidio.
spero di essere stato utile
Gabriele
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